Le misure di un SAL sono già scritte sulle tavole.
Chi tiene la contabilità le ribatte a mano in PriMus, riga per riga, a ogni stato di avanzamento. Noi le rileggiamo dagli elaborati — PDF vettoriali e DWG — e le restituiamo come libretto delle misure. I prezzi restano nel vostro elenco di contratto.
Il lavoro non è misurare. È trascrivere due volte.
In uno studio che fa contabilità, la misura è già stata presa: sta sulla tavola, tratto per tratto, con gli sviluppi calcolati e le sovrapposizioni comprese. Poi qualcuno apre PriMus e la riscrive a mano.
Succede a ogni SAL, su ogni commessa. È lavoro lento, ripetitivo e a rischio di errore di battitura — e soprattutto è lavoro che qualcuno ha già fatto una volta.
C'è un secondo problema, meno visibile e più serio: quando la persona che sa leggere quelle tavole va in pensione, il metodo se ne va con lei. A meno che il metodo non sia scritto da qualche parte. Quasi sempre lo è: è la convenzione con cui la tavola è stata annotata.
La distinzione che cambia tutto
Un computo non è una contabilità.
Sembrano lo stesso documento — righe, quantità, prezzi unitari, totale — ma i prezzi vengono da due posti diversi, e chi li firma ha due problemi diversi.
Il computo metrico estimativo stima un lavoro da fare. Nasce in progetto, le quantità si deducono dalle tavole, i prezzi si prendono dal prezzario regionale vigente.
La contabilità dei lavori misura un lavoro già fatto. Nasce in cantiere, le quantità si registrano nel libretto delle misure fino al conto finale, e i prezzi vengono dall'elenco prezzi di contratto: il prezzario congelato alla stipula, con sopra il ribasso d'asta.
Chi vi propone di applicare un prezzario regionale a una contabilità vi sta proponendo un totale sbagliato di decine di punti percentuali. È il primo motivo per cui su questa pagina non troverete nessuna promessa sui prezzi.
Come funziona
Leggiamo la notazione che usate già.
Non insegniamo a una macchina a misurare da zero: è un problema aperto e nessuno lo risolve bene. Le insegniamo a leggere la vostra convenzione di annotazione, che è già coerente perché è stata pensata perché una persona la leggesse.
Gli sviluppi scritti accanto alle sagome, i conteggi dei ferri, le aree indicate sulle planimetrie, le distinte dei manufatti, le formule riportate per esteso con il risultato accanto: sono pattern regolari, e i pattern regolari si leggono a macchina.
Il principio che governa tutto: l'etichetta scritta sul disegno batte la geometria calcolata. Dove il progettista ha già scritto lo sviluppo, quello è il numero che finirà in contabilità. La geometria serve dove l'etichetta non c'è, e come controprova dove c'è.
Dai file
PDF vettoriali e DWG, fino ai formati recenti.
Da un PDF vettoriale leggiamo testi e quote come testo, non come immagine: le annotazioni sono recuperabili una per una. Da una scansione no — lì le quote non si leggono e le quantità diventano deduzioni, che è lavoro debole.
Da un DWG leggiamo molto di più: layer, blocchi, testi e coordinate, fino al formato R2018. È la differenza che conta di più in contabilità, perché i layer distinguono ciò che è esistente da ciò che è nuovo e da ciò che è stato rimosso — e in contabilità si contabilizza quello che si è fatto, non quello che c'era. Da un PDF quella distinzione è invisibile.
I blocchi danno conteggi esatti per tipo di manufatto: pozzetti, chiusini, caditoie, plinti. Non stime: conteggi.
Cosa consegniamo, e cosa non tocchiamo.
Consegniamo le quantità in forma di libretto delle misure: ogni riga porta con sé la misura che la genera, così la verifica si fa senza rifare il calcolo. Ogni numero è marcato con la sua origine — letto da quota esplicita, calcolato dalla tavola, oppure dato mancante.
Non tocchiamo i prezzi. L'elenco di contratto è già dentro il vostro PriMus: i prezzi li applica lui. Nessun importo passa dalle nostre mani, e il ribasso d'asta non rischia di essere dimenticato per strada.
Non sostituiamo PriMus e non vi chiediamo di cambiare strumenti. Togliamo il passaggio che sta prima.
Limiti dichiarati
Quello che consegniamo è una bozza. Sempre.
La verifica, la firma e la responsabilità restano del direttore dei lavori. Su un'opera pubblica non è una formula di cortesia: è la ragione per cui ogni riga che consegniamo è tracciabile fino alla tavola da cui viene.
Dove una lettura è ambigua lo diciamo, invece di scegliere per voi. Se una sagoma è disegnata a doppia linea e non è chiaro se la quantità vada dimezzata, quella riga esce come domanda, non come numero. Un numero preciso e sbagliato è peggio di una domanda.
E se i vostri conti tornano, ve lo diciamo. Non cerchiamo errori per giustificare il lavoro.
Implementazione reale · Campobasso
Da dove arriva questo metodo.
Presso Studio Sersante di Campobasso è attiva un’implementazione NASIDA partita dai computi metrici assistiti, e la contabilità lavori è l’estensione su cui stiamo lavorando adesso. Il caso mostra il perimetro reale: cosa è attivo oggi, cosa è in corso e chi verifica.
Se invece siete in fase di progetto
Per la stima di un lavoro da fare, il documento è un altro.
Il computo metrico estimativo lavora sul prezzario regionale vigente e ha un flusso suo, con l'abbinamento delle voci e l'export in Excel o PriMus.
FAQ
Domande frequenti
La contabilità dei lavori è la stessa cosa del computo metrico?
No. Il computo metrico estimativo stima un lavoro da fare, in fase di progetto, sul prezzario regionale vigente. La contabilità misura un lavoro già fatto, in cantiere, sull'elenco prezzi di contratto con il ribasso d'asta. Sono due documenti, due momenti e due responsabilità diverse.
Vi serve l'elenco prezzi di contratto?
No. Consegniamo quantità e libretto delle misure: i prezzi li applica il vostro PriMus, dove l'elenco di contratto è già caricato. Così nessun importo passa dalle nostre mani e il ribasso d'asta non rischia di essere ignorato.
Riuscite a leggere i file DWG?
Sì, compresi i formati recenti fino a R2018. Da un DWG leggiamo layer, blocchi, testi e coordinate: si distinguono i manufatti esistenti da quelli nuovi e da quelli rimossi, cosa che da un PDF non è possibile.
Sostituisce PriMus?
No. PriMus resta dov'è: noi togliamo il lavoro di trascrizione che sta prima, cioè il passaggio dalle tavole alle righe di misura.
Chi risponde se una quantità è sbagliata?
Il tecnico, come sempre. Quello che consegniamo è una bozza assistita: ogni riga porta con sé la misura che la genera e l'origine del dato, così la verifica è possibile senza rifare il calcolo. Su un'opera pubblica questo non è un dettaglio formale.
Contatti
Mandateci una tavola di un SAL già chiuso.
Una sola, quella che volete. La rileggiamo e vi restituiamo le quantità, così il confronto lo fate contro un lavoro che avete già verificato voi. Senza impegno e senza prezzi in mezzo.